Interviste ad artisti vari

Intervista ad Aviv Geffen – Milano 17/02/2011

aviv geffen intervista 2011
17/02/2011
Intervista a cura di Evaristo Salvi, Stefania Embla Claymore e Domizia Parri.

English version Below

Intervista esclusiva ad Aviv Geffen dei Blackfield tenuta a Milano il 17 febbraio 2011, in occasione dell’uscita dell’album “Welcome To My DNA” dei Blackfield.

Coma Divine: Ci aspettavamo che il nuovo album si intitolasse Blackfield III, come mai avete interrotto la tradizione con “Welcome to my DNA”?

Aviv Geffen: Esattamente perché tu facessi questa domanda! Perché abbiamo pensato che questo fosse più come un album di canzoni. E in un certo senso lo è diventato in studio, progressivamente. Si è evoluto in una specie di concept. L’inspirazione su questo album è venuta da “Dark Side” dei Pink Floyd. Eravamo davvero immersi nell’aspetto melodico, è un album dolce. Così abbiamo pensato che “Welcome to my DNA” sia un titolo intonato all’album.

Coma Divine: Questo è il vostro terzo album. Vi aspettavate di arrivare fin qui con i Blackfield? E come si è evoluto il vostro stile musicalmente parlando?

Aviv Geffen: Onestamente il primo album è iniziato come un side-project, una cosa marginale. Ma poi è cresciuto così in fretta, e ogni anno ci sono sempre più fan, ora ancora di più. In ogni intervista che rilascio relativa alla mia carriera solista, mi chiedono del futuro album dei Blackfield, e lo stesso succede a Steven. Quindi abbiamo avuto la percezione che ora è una band vera e propria, non un side project, è una band reale. E Steven si è preso un anno di pausa dai Porcupine Tree solo per fare Blackfield, e così io. E stiamo per andare in tour, il tour più lungo che abbiamo mai fatto come Blackfield, che ci porterà in Europa, Canada, Stati Uniti, Messico, quindi ci siamo davvero impegnati con questo progetto.

Coma Divine: E riguardo al sound, vi sembra che stia evolvendo, cambiando?

Aviv Geffen: Sì, io penso che stavolta ho portato in studio con me, era la mia idea di portare 42 suonatori di archi e anche di flicorni, perché penso che i Blackfield si meritino questo genere di suono epico, e amo gli archi veri.

Coma Divine: Dunque sono reali, non sono suoni da sintetizzatore.

Aviv Geffen: Sì. Ci siamo divisi il lavoro compositivo sull’album, Steven era il responsabile di batteria, chitarra e parte dei bassi, e io della parte orchestrale, del piano e simili. Io sono quello smielato e lui quello duro, metal (ride).

Coma Divine: Stavolta avete lavorato insieme fisicamente?

Aviv Geffen: Infatti, abbiamo evitato di mandarci email con idee, scambiarci mp3, non ci piace lavorare così, non è arte.

Coma Divine: Quindi che sensazione avete avuto, questo fatto ha influenzato il sound dell’album?

Aviv Geffen: Eravamo sempre in studio insieme, abbiamo scritto molti brani ma poi ne abbiamo selezionati undici, e sentiamo che è il nostro album migliore finora.

Coma Divine: Dove avete lavorato?

Aviv Geffen: A Londra. Per la maggior parte.

Coma Divine: Com’è stato lavorare con Steven, in persona?

Aviv Geffen: Io sono il sognatore nella band, e me ne esco con i brani che ho composto, mentre Steven è molto concreto, lavora seriamente, si prende il tempo necessario, e questo è grandioso. Io sono stato in studi molto famosi in tutto il mondo, ma nessun plug-in, nessun effetto può sostituire il cervello di Steven. Lui sente i suoni in un modo diverso, il che influenza molto il sound dei Blackfield e lo rende così speciale.

Coma Divine: Così siete complementari?

Aviv Geffen: Sì, e la combinazione delle nostre voci, io per esempio non ho un accento britannico, quindi la combinazione dei nostri accenti e dei nostri timbri è ottima, e in quest’album abbiamo persino cantato tutto insieme, è grande.

Coma Divine: Dal vivo c’è il bassista, Seffy Efrati, che canta i cori, ma in studio?

Aviv Geffen: In studio, io e Steven siamo davvero bravi a farci i cori a vicenda. Facciamo l’arrangiamento delle tracce vocali, a volte abbiamo fino a sessanta canali per i cori, lo puoi sentire nel brano The Glass House, lì ce ne sono milioni.

Coma Divine: Sul tuo precedente album solista in inglese, anche lì hai inserito gli archi e i corni, vero?

Aviv Geffen: Oh sì.

Coma Divine: Quindi hai preso qualcosa da quell’esperienza che hai poi introdotto nei Blackfield?

Aviv Geffen: Certamente. Trevor Horn, il produttore del mio album solo, per me è stato come una vera scuola, lavorare accanto a un tale genio. Questo è successo perché Steven ha avuto un grande anno con i Porcupine Tree, E io con la mia carriera solista, e con il mio tour, ho suonato con gli U2 e i Placebo.. quindi stavolta io e Steven siamo entrati in studio con una posizione davvero forte, sentendoci molto forti. Abbiamo lasciato a casa il nostro ego, e abbiamo messo nell’album il meglio che potevamo dare.

Coma Divine: Sia tu che Steven come compositori siete amanti di temi come la malinconia, la tristezza..

Aviv Geffen: Vero.

Coma Divine: A te interessa il alto oscuro dell’amino umano. Steven ha detto nel proprio documentario (Insurgentes) che è ciò che rende una canzone universale: perché se una canzone è allegra, è banale, ma se parla di tristezza, chiunque può comprenderla. Sei d’accordo?

Aviv Geffen: No. Abbiamo intitolato l’album “DNA” perché credo che io e Steven abbiamo lo stesso DNA in fin dei conti: di base, siamo due uomini tristi. In effetti, noi siamo un po’ anomali, non siamo mai stati i leader della nostra classe, mai! Ma a modo nostro abbiamo sollevato la bandiera della debolezza, e l’abbiamo sventolata come vincitori, con i Blackfield. E ci sono tanti fan come noi, che vedono il mondo nello stesso modo.

Coma Divine: Tu hai sempre voluto, fin dai tuoi album solisti, difendere i deboli, la gente sensibile, le donne, i gay..

Aviv Geffen: Yeah!

Coma Divine: Quindi si tratta di una specie di affermazione di orgoglio dei deboli.

Aviv Geffen: Esattamente, e lo porto avanti con i Blackfield.

Coma Divine: Tu affermeresti che è la nostra società che fa sentire tutti noi in dovere di essere forti, gioiosi? Questo in tutto il mondo occidentale o solo nella tua patria, Israele, che è molto “macho” come società?

Aviv Geffen: No, avviene in tutto il mondo, naturalmente. Penso che per questo i Blackfield attraggono tanti fans, perché alla gente piace la nostra musica e testi, si riconoscono nell’idea che c’è dietro. Non è solo la bella musica. C’è un messaggio in essa, è ciò è un bene.

Coma Divine: Quindi noi fans e voi condividiamo lo stesso DNA?

Aviv Geffen: Infatti. E io credo che io e Steven del resto abbiamo tanto in comune. Sia io che lui torniamo sempre ad ascoltarci la stessa grande musica di certi gruppi: King Crimson, Pink Floyd, E.L.O., mentre per esempio il mio vicino, i miei amici, loro si comprano il nuovo album di 50cent, che a me non piace per niente, e sono contenti così. Questo significa qualcosa, dice qualcosa su come siamo fatti io e Steven.

Coma Divine: La title track sarà anche il singolo?

Aviv Geffen: No. Hanno scelto due singoli, in UK sarà Waving e Oxygen in Europa.

Coma Divine: Come mai questa differenza?

Aviv Geffen: Non lo so.

Coma Divine: E l’America? Hai detto solo di Europa e UK.

Aviv Geffen: Si invertirà l’ordine di uscita. In UK, Waving esce per primo e poi Oxygen. Escono tutti e due come singoli, ma in ordine diverso.

Coma Divine: Tra i brani dei Blackfield ci sono molti remake delle tue canzoni ebraiche, come Cloudy Now e Zigota.

Aviv Geffen: Sì, su questo album abbiamo scelto solo un brano dal mio precedente catalogo. Steven pensa che Zigota sia una delle mie canzoni migliori. Mi ha davvero aiutato a farne un brano dei Blackfield. Zigota parla di come siamo tutti come dei piccoli eventi casuali di stelle.

Coma Divine: I brani cambiano molto dalla loro versione originale quando diventano dei Blackfield? Ovviamente li traduci, ma..

Aviv Geffen: No. Si tratta sempre di me, e il mio materiale “cupo” si adatta benissimo a Steven.

Coma Divine: Quindi è un processo naturale.

Aviv Geffen: Sì. Poi penso che con DNA ho riportato Steven ai suoi vecchi tempi, di Stupid Dream, e Signify, più impostato sulle canzoni e mano sulla tecnica. Non mi interessa molto il tapping o cose del genere, è troppo anni ’80. Io credo nelle canzoni.

Coma Divine: Parlando di canzoni, ci ha molto colpito la seconda dell’album, Go To Hell. C’è questo potente passaggio orchestrale verso la fine, che cresce e diventa immenso, mentre i testi sono così elementari.

Aviv Geffen: Sì, infatti.

Coma Divine: E anche così aggressivi. A cosa si riferiscono?

Aviv Geffen: Beh, io ho un figlio, che si chiama Dylan. Ha tre anni. Io gli sto dando tutto come padre, me lo porto in tour con i Blackfield adesso, verrà sul tour bus con me. Ci sto mettendo tutto me stesso. In un certo senso, questo mi ha portato a fare un paragone con la mia infanzia. La mia famiglia è molto stile hippie, e quando ero piccolo, i miei pensavano a sé stessi, a cose come droghe, feste, bere.. e mi davano davvero pochissima della loro attenzione, pochissimo tempo. Quindi in studio con Steven ho detto, devo proprio cantare questa cosa “Go to hell, ovvero andate al diavolo). È stata una cosa impulsiva.

Coma Divine: Perciò è rivolta alla tua famiglia?

Aviv Geffen: Sì, è un po’ come una terapia psicologica.

Coma Divine: Piuttosto brutale.

Aviv Geffen: Sì, ma è qualcosa mi viene da dentro, capisci. Ora abbiamo un bel rapporto, io e la mia famiglia, ma a volte devi buttar fuori questi sentimenti, è come vomitare una cosa che ti pesa.

Coma Divine: C’è un vero contrasto tra la musica, così melodica e bella, e i testi, così violenti.

Aviv Geffen: Infatti, mi piaceva l’idea che fosse così.

Coma Divine: Anche il brano “Blood” ha un testo molto minimale, accompagnato da una musica molto interessante, nella quale possiamo persino cogliere delle influenze mediorientali..

Aviv Geffen: Sì, parla della mia regione, del circolo vizioso macchiato di sangue nel quale siamo bloccati, in particolare nella mia città. Io e Steven abbiamo pensato che fosse il momento giusto per affrontare un tema politico. “Ecco di nuovo il sangue, altre guerre, altro sangue, altro terrore”. Steven ha registrato le parti di chitarra più metal nello studio, ed io gli ho detto che dovevano avere qualche musicista arabo, per dare quel tipo di mood al brano, aggiungendo anche qualche chitarrista iraniano. Così abbiamo fuso i diversi strumenti e il risultato mi piace moltissimo, sembra il suono di una guerra, ti mette ansia, ed è un tipo di feeling che è piaciuto ad entrambi.

Coma Divine: Alcune persone hanno notato delle influenze ‘classiche’ su questo album, riferimenti ai Genesis o ai Pink Floyd, e tu stesso poco fa hai detto che volevi riportare Steven al suo primo periodo con i Porcupine Tree. Come mai invece non hai optato per delle influenze provenienti dal tuo Paese, come appunto su “Blood”?

Aviv Geffen: Onestamente, sarebbero un po’ pacchiane! Andava bene utilizzarle su quel brano, si adattavano bene e si tratta di un ottimo lavoro a sè stante. Ma io sono cresciuto come un occidentale, con le sonorità degli anni ’60 e ’70 della West Coast e non mi piace la musica locale.

Coma Divine: Dunque è stato più naturale orientarti sulle sonorità prog anni ’70..

Aviv Geffen: Certo, dopotutto i Blackfield sono la somma dei gusti musicali miei e di Steven, essenzialmente si tratta di power ballad con orchestrazioni.

Coma Divine: Tuo figlio prende il nome da Bob Dylan?

Aviv Geffen: Sì esatto! A mia moglie piace dire che lo abbiamo chiamato così per Dylan Thomas, perchè fa più intellettuale, ma io dico sempre la verità, si tratta di Bob Dylan, cazzo! È il mio idolo. Lo adoro!

Coma Divine: Ho anche letto da qualche parte che ti piace Leonard Cohen?

Aviv Geffen: Sì, mi piace molto, anche lui è un grandissimo poeta, un genio.

Coma Divine: Pensate di aver ormai trovato il sound Blackfield e di continuare su questa linea?

Aviv Geffen: Ci sono voluti due album per trovare il sound giusto, ma ora Steven ed io crediamo che questo sia il sound definitivo per i Blackfield.

Coma Divine: Riguardo l’aspetto compositivo, Steven era già abituato a condividere la leadership nei No-Man, ma tu hai sempre scritto da solo..

Aviv Geffen: Sì, ho scritto la maggior parte dei pezzi presenti sui dischi dei Blackfield, ma il gruppo è frutto della collaborazione tra me e Steven; ci viene naturale perchè siamo grandi amici. Non ci assegniamo dei compiti specifici, non è come andare a lavoro, dove ognuno deve svolgere la sua attività. Si tratta di una forma d’arte, abbiamo entrambi costruito una solida carriera individuale che ci permette di ignorare le richieste commerciali da parte del music business. Abbiamo la completa libertà di esprimere la nostra arte ed è questo il motivo per cui i Blackfield hanno avuto tanto successo, anche dal punto di vista commerciale; la gente ci ha capiti e non abbiamo bisogno di.. imboccarli!

Coma Divine: Qualcuno potrebbe chiedersi come fanno due personalità tanto forti a coesistere allo stesso livello, senza conflitti..

Aviv Geffen: Funziona benissimo e ci divertiamo molto anche fuori dallo studio! Per me questo disco è la realizzazione di un sogno, perchè volvevo veramente far tornare Steven al suo periodo “Signify”; insieme a “Stupid Dream” e “In Absentia” è il mio disco preferito dei Porcupine Tree. Penso che i fans dei PT ameranno “DNA” perché mostra veramente l’anima di Steven, nel profondo. Almeno io la penso così.

Coma Divine: Pensi che i Blackfield abbiano finalmente trovato i propri fan, a prescindere da coloro che vi seguono solo perché già conoscono te e Steven?

Aviv Geffen: Steven ed io abbiamo assistito alla crescita naturale dei Blackfield, durante questi anni di attività. Adesso abbiamo anche degli Emo tra il pubblico, oltre ai nostri rispettivi fan. Lavoriamo entrambi duramente per questo gruppo, anche quando io ho aperto per gli U2 o i Placebo, come solista, ho dato una mano ai Blackfield, perchè almeno parte di quel pubblico poi farà in modo di venirci a vedere da qualche parte in Europa. Sentiamo veramente di poter spiccare il volo questa volta.

Coma Divine: Quindi anche se entrambi avete delle carriere personali così impegnative, possiamo considerare i Blackfield una band a tutti gli effetti?

Aviv Geffen: Assolutamente, Steven ha messo su tanti altri progetti nel corso della sua carriera, ma non si è mai dedicato così tanto ad uno solo di essi. Ha persino vissuto sul tour bus con noi! Forse è stato piuttosto difficile per lui mettere da parte tutto il resto per un anno intero, concentrandosi solo sui Blackfield, ma lo ha fatto, e questo significa molto, entrambi crediamo molto in questa band, in un certo senso è il nostro bambino!

Coma Divine: Quali gruppi vi faranno da supporto durante questo tour?

Aviv Geffen: Ci stiamo ancora pensando, stiamo valutando.. Forse sarà Mike Portnoy! No, sto scherzando!

Coma Divine: Ci sarà la stessa formazione sul palco?

Aviv Geffen: Sì certo, ma adesso i concerti saranno più lunghi, abbiamo tre album da cui attingere e questo è un bene. cambieremo un po’ la scaletta, anche se non sarebbe una cattiva idea suonare per intero ogni album, in alcune date!

Coma Divine: State per affrontare un lungo tour, anche negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, oltre ad alcuni festival estivi. Quali sono le vostre aspettative?

Aviv Geffen: Abbiamo molti fan in Messico e in Canada che non ci hanno mai visti dal vivo, e lo stesso vale per alcune aree degli Stati Uniti, dove ci hanno visti solo su DVD. Abbiamo pensato che fosse ora di espandere i nostri orizzonti.

Coma Divine: Avete anche preparato un VIP package per i fans..

Aviv Geffen: Sì, mi piace quel genere di cose.. Penso di aver cambiato Steven durante questi anni, è diventato più sexy, più carismatico! Quando abbiamo iniziato a suonare insieme teneva sempre la testa bassa, mentre adesso la alza e guarda il pubblico! Penso che questo cambiamento sia opera mia!

Coma Divine: Hai fatto un buon lavoro!

Aviv Geffen: Grazie, lo penso anche io!

Coma Divine: Farete anche qualche data in Israele?

Aviv Geffen: Faremo un concerto a Tel Aviv, ma dobbiamo pianificare le date, perchè la Grecia e Israele sono piuttosto vicini e vorremmo suonare in entrambi i Paesi nello stesso periodo.

Coma Divine: Parliamo della copertina del disco, curata da Carl Glover. Abbiamo letto in rete che era destinata ai Marillion, ma loro l’hanno scartata e quindi l’avete presa voi..

Aviv Geffen: Non lo sapevo! Credo sia solo una diceria..

Coma Divine: A quanto pare Carl stesso l’ha scritto su un fan forum..

Aviv Geffen: Non me lo ha mai detto.. allora dovremo cambiare la copertina! -ride- Abbiamo avuto un sacco di proposte tra le quali scegliere, per questa cover, ma l’immagine di quel ragazzo, tra le nuvole, che guarda attraverso un vetro.. ci ha commossi e si adatta perfettamente al disco, ai brani. Non si capisce se il ragazzo sia morto o stia sognando, se quella è la sua anima.. è molto spirituale. È un’immagine fantastica e Steven ed io l’abbiamo scelta in un secondo.

Coma Divine: Peggio per i Marillion!

Aviv Geffen: Sono un grande fan dei Marillion, ma non sapevo assolutamente nulla di questa storia!

Coma Divine: Farete dei video per i prossimi singoli?

Aviv Geffen: Sì, al momento stiamo lavorando sul video per “Waving”, che sarà una specie di animazione, molto bella. E poi naturalmente ne faremo uno per “oxygen”, forse un video dal vivo, ripreso durante il tour. Siamo entrambi coinvolti nell’intero processo creativo. Pubblicheremo le date di uscita sul nostro sito!

Coma Divine: Ottimo, grazie mille Aviv!

Aviv Geffen: Grazie a voi!

aviv geffen intervista 2011

ENGLISH VERSION

Coma Divine: We expected the new album to be entitled “Blackfield III”, why did you interrupt the tradition with “Welcome to my DNA”? 

Aviv Geffen: Because you’re asking! Because we thought this one was more like an album of songs. And in a way it became in a progress, in studio. It became even like, let’s say, a concept. The influence on this album was a bit like “Dark Side” by Pink Floyd. We were really deep in the melody, it’s a mellow one. So we thought that “Welcome to my DNA” perfectly fits in with the album.  

Coma Divine: So this is your third album. Did you expect to go this far with Blackfield? And how do you feel progressed music-wise in your style? 

Aviv Geffen: To be honest the first album started as a side-project band. But it grew up so fast, and every year there’s more and more fans and now it’s become even more massive. Every interview I’m doing in my solo career, they ask me about the next Blackfield album, and when Steven gets interviewed they ask him. So we felt that now it’s a serious band, not anymore a side project, it’s a real band. And Steven took a year off now from Porcupine Tree to do only Blackfield, and so did I. And we’re going to tour, the longest tour we ever did as Blackfield, all over Europe, Canada, States, Mexico, so we’re really committed to this thing.  

Coma Divine: As for the sound, your style, is it in evolution? Do you feel you’re progressing, changing? 

Aviv Geffen: Yes. I think this time I brought in the studio, it was my idea to bring, 42 real string players, with French horns too, because I think that Blackfield deserve this kind of epic sound and I just love the real strings.  

Coma Divine: So they’re real, not synths. 

Aviv Geffen: Yes. We divided the album work, so that Steven was in charge of drums, guitar and some of the bass, and I was the boss of the orchestra, piano and stuff. I’m the cheesy one and he’s the metal one (laughs).  

Coma Divine: This time you actually worked phisycally together? 

Aviv Geffen: We did, phisycally, We avoided sending emails with ideas, switching mp3s, we don’t like that, it’s not art.  

Coma Divine: So how did you feel this time, did this influence the sound of the album? 

Aviv Geffen: We were in the studio all the time together, we wrote may songs and we cut them down to eleven, and we feel it’s the best album we did so far.  

Coma Divine: Where did you work? 

Aviv Geffen: In London. Most of it, yeah. 

Coma Divine: How did it feel to work with Steven, in person? 

Aviv Geffen: I’m the dreamer in the band, coming out with the songs which I wrote, and Steven is like down to earth, he likes to work very seriously, take his time, and it’s great. It’s great, I’ve been all over the world, in all the posh and big studios, but no plug in, no effect can ever replace Steven’s brain. He really hear things differently, which really influences making the Blackfield-sound sound so special, in a way.  

Coma Divine: So you complement each other? 

Aviv Geffen: Yeah, and the combination between the vocals, I don’t have an accent like someone from England, so the combination of our accents and vocals is…so well, and in this album we even sang it all together, it’s just great.  

Coma Divine: When live, you have the bass player, Seffy Efrati, to sing the backing vocals. What about in the studio? 

Aviv Geffen: In the studio, me and Steven are really good at backing each other. We do the arrangement of the vocals, sometimes we get up to sixty channels only for backing vocals, you can find that on The Glass House, there’s millions of vocals there. 

Coma Divine: About your previous English solo album, I think you had strings and French horns on that one as well? 

Aviv Geffen: Oh yeah. 

Coma Divine: So did you get something from that album’s experience that you brought into Blackfield?  

Aviv Geffen: Sure. Trevor Horn, my album’s producer, for me that was like a big school to work beside this genius. This happened because Steven had a great year with PT, and I had a great year with my solo career and my tour, I played with U2 and Placebo…so actually me and Steven got this time in the studio feeling really strong, in a strong position. We left our ego at home and put in the album the best that we could deliver.  

Coma Divine: Both you and Steven are into melancholia, sadness, this kind of subjects, as songwriters. 

Aviv Geffen: Right. 

Coma Divine: You’re interested in the dark side of people’s soul. Steven said in his documentary that it’s what makes a song universal; if a song is happy or about happiness, it’s cheesy, but when it’s about sadness, everybody can understand it. Would you say the same? 

Aviv Geffen: No. We named the album “DNA” because I think that me and Steven have the same DNA at the end: on the default, we’re sad people. The thing is, we’re like a bit weirdos, we never were the king of the class. Never! But in a way we took the flag of the weakness, and waved it like a victory, with Blackfield. And there’s many fans like us, who see the world in the way we see it.

Coma Divine: You always did that in your solo career, to stand up for the weak, the sensitive people, women, gay.. 

Aviv Geffen: Yeah! 

Coma Divine: So it’s a sort of pride of the weak.  

Aviv Geffen: Exactly, and it continues with Blackfield. 

Coma Divine: Would you say that it’s our society that make everyone feel like they should be “strong”? Do you get the same feeling in Europe or is it mainly in Israel, which is a very macho kind of country? 

Aviv Geffen: No, it’s worldwide, of course. I think that’s what makes so many fans to Blackfield, because they dig the music, they understand the lyrics, feel attached to the idea behind the songs. It’s not only the great music, you know. There is a message in it, and it’s good.  

Coma Divine: So we and you all share the same DNA? 

Aviv Geffen: Yes. And I believe that Steven and I have many things in common. I would always (and so does Steven) go back again and again to listen to the same great stuff: King Crimson, Pink Floyd, E.L.O…while my neighbour, my friends, can buy the new album of 50cent, which I’m totally not into, and be happy with it. It means something, it says something about me and about him (Steven).  

Coma Divine: Will the title track be the single? 

Aviv Geffen: No. They chose two singles, in the UK it’s going to be Waving and Oxygen in Europe. 

Coma Divine: Why two different singles? 

Aviv Geffen: I don’t know.

Coma Divine: What about Europe and America? You said UK and the rest of Europe. 

Aviv Geffen: We’re going to switch. In the UK Waving is the first one and the second single is going to be Oxygen. They’re both coming out, just in different order.  

Coma Divine: In Blackfield there are also many remakes of your previous songs, like Cloudy Now and Zigota.  

Aviv Geffen: Yes, we picked on this album only one song from my back catalogue. Steven believe that Zigota is one of my best songs. He really assisted me to let us do a Blackfield version. Zigota is about how we are all like small accidents of stars.  

Coma Divine: Do the songs change very much from your own version to Blackfield? Of course you translate them.. 

Aviv Geffen: No. Because it’s me there, and my “dark” material fits into Steven very much.  

Coma Divine: So it’s natural. 

Aviv Geffen: Yeah, I think that in DNA I took Steven a bit back to his early years, to albums like Stupid Dream, and Signify, like more of songs, less techniques. I’m not really interested in tapping, for me it’s too ’80s. I believe in songs. 

Coma Divine: Speaking of songs I was very impressed by the second track, Go To Hell. There is this massive orchestration towards the end, it really rises up and becomes huge, and the lyrics are so basic.  

Aviv Geffen: Yes. 

Coma Divine: And so aggressive. What is this about? 

Aviv Geffen: Well, I have a son called Dylan. He’s now three years old. And I’m giving to him everything. He’s going with us, with Blackfield, he’s on the tour bus. I’m putting everything I can. In a way, he became like a mirror to my own childhood. My family is kind of like a hippie family, and when I was young, they (my parents) were more into themselves, they were into drugs, and partying, and alcohol. They gave me such little time and attention. So with Steven in the studio I said, I must, I must sing it. Like that, you know. 

Coma Divine: So it’s to your family? 

Aviv Geffen: Yes. It’s kind of like a therapy. 

Coma Divine: Quite harsh.  

Aviv Geffen: Yes, but it’s something in me, you know. We have a great relationship, but sometimes you have to put it out, it’s like to puke something out.  

Coma Divine: Well, there is a very great contrast between the music being so beautiful and the lyrics being so aggressive. 

Aviv Geffen: I liked this idea.

Coma Divine: The song “Blood” also has a very basic lyric accompanied by an interesting piece of music where we can also hear some Middle-Eastern influences

Aviv Geffen: Yes, because it’s about my region, the never-ending circle of blood that we’re stuck in, back in my hometown. Steven and I felt it was a good time to start dealing with politics a bit. “Here comes the blood again, more wars, more blood, more terror” Steven recorded his metal oriented guitar in the studio and I said let’s get some Arabian players and give the song and arabic mood, with Iranian guitars as well. So we glued those instruments together and I love that track ‘cause it feels like a war, it has a stressful feeling that we love.

Coma Divine: Some people noticed that there are a lot of ‘classic’ influences on this album, like Genesis and Pink Floyd, and you said earlier that you wanted Steven to go back to his earlier albums in terms of style. But why didn’t you introduce more of your own background, like those sounds from your region, that you just mentioned?

Aviv Geffen: To be honest it would be a bit cheesy! It’s enough to have those inserts in “Blood”, it was a good stand-alone job, they fit well and it’s great. But I grew up as a westerner, with the 60’s and 70’s sounds of the West Coast and I’m not into a ‘local’ type of music.

Coma Divine: So it was more natural to refer to those 70’s prog sounds..

Aviv Geffen: Yes, after all Blackfield merges the music taste of Steven and I, it’s about power ballads with an orchestra.

Coma Divine: Is your son named after Bob Dylan?

Aviv Geffen: Yes, of course! My wife likes to say he’s named after Dylan Thomas to sound more intellectual, but I always tell the truth, it’s Bob ‘fuckin’ Dylan! he’s my.. I adore him!

Coma Divine: I also read somewhere that you like Leonard Cohen?

Aviv Geffen: yeah, I like him a lot, he’s an amazing poet as well, a genius.

Coma Divine: Do you think you’ve found a specific sound that identifies Blackfield and you’re going to stick to it?

Aviv Geffen: It took us two albums to get the right sound but now Steven and I feel that this is the definitive sound for Blackfield.

Coma Divine: Regarding the songwriting, Steven was already used to sharing the leadership in No-Man, but you’ve always composed by yourself..

Aviv Geffen: Yes, I wrote most of the tracks on the Blackfield albums but the band is a collaborative effort between Steven and I, that comes very naturally, as we are best friends. We don’t assign specific parts to each other, it’s not like going to work and having to perform an individual task. It really is like a form of art, we both have pretty strong personal carreers that allow us not to care about radio airplay or anything like that. We have complete freedom to express our art and this is why Blackfield has become so successful, even commercially, because people “get it” and we don’t need to push them!

Coma Divine: Some people may wonder how two such strong personalities can co-exist on the same level, without conflict..

Aviv Geffen: Oh it’s great, we also have a lot of fun together outside the studio! To me this album is like the realization of a dream because I really wanted to hear Steven go back to his “Signify” days; along with “Stupid Dream” and “In Absentia” it’s my favourite Porcupine Tree album. And I think PT fans are going to love “DNA” because it really shows Steven’s soul, in depth, I think.

Coma Divine: Do you think you’re finally creating your own fanbase, instead of pulling together your fans and Steven’s fans?

Aviv Geffen: Steven and I saw Blackfield grow naturally during the years of activity; now we even get Emo kids in the crowd, which is great, as well as Steven’s fans and mine. We both work very hard for this band, even when I opened for U2 and Placebo as a solo artist, it helped Blackfield as well, because at least some of that audience will try and see the band across Europe. We really feel like we can take off this time.

Coma Divine: So even though you both have such big individual commitments and carreers, Blackfield can now be considered a proper band?

Aviv Geffen: Absolutely, Steven has had many projects in his carreer, but he has never committed so much to one of them as he’d done with Blackfield, even living on the bus with us! It was probably quite hard for him to block everything else for an entire year and concentrate only on Blackfield, but he did it and it means a lot, we really believe in this band. It’s our baby in a way!

Coma Divine: Which band will be supporting Blackfield on this tour?

Aviv Geffen: We’re still thinking about it, checking options.. Maybe it’ll be Mike Portnoy! No, I’m joking!

Coma Divine: Will you have the same line-up on stage?

Aviv Geffen: Yes of course, but now the show will be longer, we have three albums to choose from and it’ll be much better I think. We will change the set list a bit although it wouldn’t be a bad idea to play each album in its entirety on some nights!

Coma Divine: You’re about to embark on a big tour, also reaching the US, Canada and Mexico as well as playing some Summer festivals. What are your expectations?

Aviv Geffen: We have a lot of fans in Mexico and Canada that have never seen Blackfield live, as well as some other areas of the US, where they’ve only seen us on DVD, so we felt this was the right time to expand our horizons.

Coma Divine: You’ve also come up with a VIP package for your fans..

Aviv Geffen: Yes, I like that kind of stuff.. I think I have changed Steven during these years, he’s become sexier, more charismatic! When we started playing together he would keep his head down but now he looks up and I think I’m responsible for that change!

Coma Divine: You did a good job!

Aviv Geffen: Thanks, I think so too!

Coma Divine: Will you also be playing some shows in Israel?

Aviv Geffen: We will do one show in Tel Aviv but we have to figure out the dates, because Greece and Israel are pretty close and we want to play in both countries in the same period.

Coma Divine: Let’s talk about the album cover by Carl Glover, we’ve read on the internet that it was meant for a Marillion album but it was rejected by the band and then you picked it up..

Aviv Geffen: I didn’t know that! I think it’s just an internet rumour!

Coma Divine: Apparently Carl Glover himself posted it on a fan forum..

Aviv Geffen: He never told me that.. So we’ll change cover! -laughs- We had a lot of proposals to choose from for this album cover but the image of this boy, up in the clouds, looking through this glass.. it moved us and it fits perfectly with the album and the songs. You cannot tell if this boy is dead or dreaming, if that is his soul… it’s very spiritual. It’s an amazing image and Steven and I picked it up in one second.

Coma Divine: Well, too bad for Marillion then!

Aviv Geffen: I’m a big fan of Marillion, but I really didn’t know about this whole thing!

Coma Divine: Will you make videos for the upcoming singles?

Aviv Geffen: yes, right now we’re working on the video for “Waving”, which will be some sort of animation, a really nice one. And then of course we’ll do one for “Oxygen”, a live video maybe, from the tour. We’re both involved in the whole creative process. We’ll post the release dates on our website!

Coma Divine: Excellent, thank you for your time!

Aviv Geffen: You’re welcome!